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Referendum: Rieti Virtuosa invita a votare NO, riforma confusa che allontana istituzioni e partecipazione

referendumRieti Virtuosa invita i suoi aderenti e simpatizzanti a votare NO al referendum confermativo delle modifiche costituzionali.

Questo pronunciamento si vuole tenere distinto da quanti, partitocrazie o populismi, strumentalizzano e strumentalizzeranno la campagna elettorale ed il suo esito, e va al di là di ogni considerazione sulla necessità o meno di revisionare l’ordinamento dello Stato.

Certamente come cittadini diffidiamo di una riforma costituzionale approvata a maggioranza semplice e che, in concerto con la legge elettorale nazionale, rischia di affidare tutto il potere legislativo ed esecutivo ad una minoranza.

Tuttavia, come movimento civico, interessato ai temi del governo del territorio ed alla partecipazione dei cittadini, il nostro pronunciamento si fonda sulle modifiche proposte su questi argomenti.

Per quanto riguarda il governo del territorio, abbiamo già denunciato la spontanea applicazione locale dell’abolizione tout court delle Province senza aver individuato un vero modello sostitutivo (tanto che si parla di MacroRegioni, ma al di fuori di questa riforma). Da questo punto di vista la legge DelRio ha costituito una sorta di anticipazione della Riforma. Leggere oggi che il Presidente della nostra Provincia non è neppure lui cosciente delle implicazioni del referendum, sia che prevalga il Sì, sia che prevalga il No, ci spinge a dire con forza che non è questo scelto dal governo, il modo per riordinare le amministrazioni periferiche con norme confuse e carenti.

Per quanto riguarda la partecipazione, le modifiche prospettate per i referendum (abbassamento del quorum aumentando il numero delle firme, ma mantenendo l’ottocentesco e partitocratico meccanismo di autenticazione) rappresentano una controriforma che certifica lo scippo ai cittadini di questo strumento costituzionale, consentendolo solo alle organizzazioni interne al Sistema (partiti, sindacati, Chiesa). Coerentemente, per le leggi di iniziativa popolare vengono triplicate le firme necessarie, solo “promettendo” che esse saranno considerate nei regolamenti parlamentari (da parte di coloro che finora non ne hanno mai calendarizzato la discussione).

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