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Tribunale e PD: tardi per stracciarsi le vesti

tribunale_internoIllusorio l’allargamento verso Roma, per Rieti meglio l’Umbria

Quando Rieti Virtuosa preannunciò la sua iniziativa per aggregazione all’Umbria, il consigliere Mitolo (PD) bollò l’iniziativa come “fuori tema”. Oggi è il consigliere stesso a tornare sul tema, anche se la sua preoccupazione di oggi riguardo il Tribunale di Rieti ci pare intempestiva.

E’ intempestiva in quanto era stata anticipato già da oltre due mesi il contenuto della relazione della Commissione Vietti, incaricata dal Ministero di Giustizia (PD). Fu la stampa locale a parlare già allora di “silenzio delle istituzioni”, silenzio che è continuato anche in questi due mesi. Due mesi in cui chi oggi giudica le soluzioni contenute nella proposta come “originali” (ci riferiamo al deputato PD Melilli), non è evidentemente riuscito a modificarle.

La relazione prevede la rimozione del “diritto al Tribunale” per i capoluoghi di Provincia (cosa che riguarda Rieti) e la riduzione delle Corti D’Appello minori (cosa che potrebbe riguardare Perugia) con possibilità di avere competenza su Tribunali extra-regionali (“ridurre, mediante attribuzione di circondari o porzioni di circondari di tribunali appartenenti a distretti limitrofi, il numero delle Corti di Appello esistenti”).

E’ evidente, a chi legga la relazione Vietti, che questo possibile passaggio del Tribunale di Rieti alla Corte di Appello di Perugia NON ha niente a che vedere con la possibile soppressione del Tribunale a Rieti, che invece dipende dalla rimozione dal “diritto al Tribunale” per i capoluoghi di Provincia. Tribunale di Rieti per il quale la espansione del Tribunale di Rieti verso la Sabina Romana è illusoria: se ne parla da decenni e oggi è evidente si sia in una condizione in cui i Tribunali tendono a rafforzarsi, non a cedere territori; e se questo pure fosse possibile, non crediamo che la Sabina Romana, i suoi cittadini, i suoi avvocati sarebbero così lieti di arrampicare ogni giorno su per la Salaria verso Rieti.

L’occasione perché il PD reatino in Regione Lazio si esprimesse non è stata dunque la possibile soppressione del Tribunale – cosa già nell’aria da anni, visto che il “diritto al capoluogo” era legato alla Provincia, che scomparirà ad Ottobre, e comunque confermata due mesi fa -, ma la dichiarazione della presidente PD dell’Umbria di guardare (per la Corte d’Appello) a “Rieti, i cui affari si potrebbero trattare tranquillamente a Perugia o a Terni tornando alla primitiva organizzazione politico-territoriale”. Cosa che non dovrebbe essere così penalizzante (dalla relazione: “la natura del giudizio d’appello ed i servizi erogati dalle Corti e dalle Procure Generali rendono assai meno rilevante il parametro della distanza tra la Corte e l’utenza amministrata [..]. L’ ammodernamento anche telematico dei servizi giudiziari rende sempre meno rilevante la prossimità territoriale del giudice sia per il cittadino sia per l’utenza professionale”).

La nostra opinione è che il PD locale si stia barcamenando in un difficile gioco delle parti, per svincolarsi dalla responsabilità delle ricadute delle riforme volute dal PD nazionale, votate anche dal PD locale, e maldestramente applicate dal PD regionale: ci riferiamo in questo ultimo caso allo svuotamento degli uffici provinciali, applicazione anticipata SOLO nella Provincia di Rieti della riforma istituzionale su cui voteremo in autunno. Svuotamento denunciato un mese fa da Rieti Virtuosa e a cui non è seguita nessuna precisazione o correzione di rotta.

E’ stupefacente, in quest’ottica, leggere che “i presidi locali rimangono perni centrali di una politica che ha visto l’amministrazione Zingaretti in campo per difenderli e valorizzarli” e che “la Regione Lazio rafforzerà il ruolo delle Province”.

Nel quadro di riordino istituzionale e giudiziario che il PD ci sta dando, Rieti invece sa che potrà svilupparsi solo nel dialogo, collaborazione, integrazione con territori simili ed abbandonando rendite di posizione che ormai non ci garantiscono più.
E saprà guardare, quando si potrà esprimere, a favore dei “propri” interessi, mentre la classe politica regionale PD continua a parlare di “a favore di altre Regioni”, come se quella Regione Umbria – quando ad essa ci aggregheremo – non fosse la nostra…

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