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Si sbracciano per la provincia, mentre svuotano la Provincia

L’Amministrazione applica la modifica Costituzionale anzi-tempo: chi si occuperà di strade, scuole e ambiente?

IMG_20141121_164247Strade e scuole abbandonate, impatti ambientali che mettono a rischio la vita e la salute delle persone, imprese a rischio chiusura.

E’ questo il quadro catastrofico in cui rischia di trovarsi il nostro territorio provinciale per tramite del riordino istituzionale delle Province attuato con Deliberazione 23 febbraio 2016, n.56 dalla Regione Lazio (BURL N.8 del 03/03/2016), in ottemperanza alla Legge DelRio.

Infatti nonostante questa Deliberazione dovesse attuare unicamente la ricollocazione nelle strutture regionali dei dipendenti provinciali “in soprannumero” e che svolgevano “funzioni non fondamentali”, per quanto riguarda Rieti vengono assegnati alle strutture regionali ben tre Dirigenti e diversi funzionari che svolgevano “funzioni fondamentali” (Ambiente, Scuola e Viabilità) costituzionalmente demandate alla Provincia.

Preoccupante è anche che tutto ciò sembrerebbe sia stato studiato a tavolino, visto che nelle altre Regioni il riordino è avvenuto molto prima della fine del 2015. E non può essere un caso che dei 9 Dirigenti ricollocati in mobilità dalle cinque Province nelle strutture della Regione, ben 5 appartengano alla Provincia di Rieti; così, mentre nelle altre quattro Province del Lazio le funzioni fondamentali rimangono presidiate, a Rieti risultano tutte scoperte. E che tutto questo avvenga non appena il sabino Refrigeri diventa assessore agli Enti Locali.

Né si può considerare questo un “incidente”, se si considera che da tempo dirigenti assegnati a queste funzioni fondamentali, vengono invece impegnati in ATO3, una delle “scatole vuote” Provinciali cui la politica provinciale sembra essersi dedicata.

La situazione è quindi gravissima e ci sembra ci siano gli estremi per interruzione di pubblico servizio: non c’è personale sufficiente a garantire la manutenzione di strade e scuole (lo sgombero della neve e le cadute di intonaco sono le più evidenti delle criticità emerse), e se un’impresa si dovesse recare all’ufficio ambiente della Provincia per richiedere un’autorizzazione non troverebbe nessuno, con il rischio di non poter più operare.

Quindi la classe politica provinciale, mentre in risposta alla iniziativa di Rieti Virtuosa per l’aggregazione del nostro territorio all’Umbria proclama come priorità il mantenere a tutti i costi unito il territorio provinciale, nel frattempo essa stessa si adopera per smantellare le funzioni della Provincia di Rieti con sette mesi di anticipo rispetto al referendum di ottobre sulla riforma Costituzionale (che non è detto che passi).

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