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Riordino territoriale (ma anche istituzionale): finalmente se ne parla

Ma non lo si faccia nelle “chiuse stanze”

Macroregioni_Molise_divisoGrazie alla iniziativa di Rieti Virtuosa, per la prima volta i rappresentanti della polita locale reatino-sabina, ma che dovrebbero contare anche a livelli più alti, sono stati costretti ad esprimersi pubblicamente sul tema del riordino territoriale della provincia di Rieti.

Lo hanno fatto confermando quanto già sapevamo, che il tema è strettamente legato a quello del riassetto istituzionale e che ci sono interessi forti a cui i partiti, ma in primo luogo il PD, devono rispondere; interessi che dettano l’agenda politica del Governo Renzi proprio <<sul futuro assetto istituzionale e amministrativo>> lasciando nell’<<incertezza>> persino un Segretario Regionale e un Presidente PD di una “Area Vasta” che oggi è la Provincia, e domani o sarà più stretta o sarà allargata sotto Viterbo.

E certo che anche in Umbria c’è incertezza sui futuri assetti, ma il PD reatino non avrà difficoltà a verificare come il PD umbro, nelle persone dei suoi rappresentanti istituzionali, ne parli e davanti ai cittadini. Cosa che Rinaldi purtroppo promette di fare in quelle che Catiuscia Marini, PD Presidente della Regione Umbria, ha definito le “chiuse stanze in cui si ridisegna la nuova carta geografica delle Regioni italiane”.

Di riassetto istituzionale e territoriale ci sarebbe molto di cui parlare, ma mentre del primo a Rieti se ne parla solo con l’obiettivo di distrarre i cittadini da quanto sta già vergognosamente accadendo a colpi di “Sblocca Italia”, Finanziarie e “Milleproroghe”, del secondo si tace sia per paura di perdere “rendite di posizione” garantite dalla politica romana che per paura di dover arrivare a parlare anche del resto.

Qualcuno teme che in questo modo la Provincia di Rieti scomparirà; Rieti Virtuosa, oltre a raffermare che le istituzioni servono ai cittadini e non il viceversa, ritiene che i cittadini stessi abbiano il diritto di esprimersi su ospedali che chiudono comunque “dissanguati” dai tagli dovuti alla malasanità romana, su trasporti da terzo mondo e su servizi pubblici locali che, molto spesso delegati dai Comuni alla Provincia stessa, peggiorano rapidamente.

E’ in questo contesto che crediamo sia estremamente utile, proprio in questi mesi, porre in discussione al Consiglio Comunale di Rieti e in tutti i Consigli di quella fascia territoriale “naturalmente” vocata all’Umbria (solo i confinanti con l’Umbria sono ben 14) l’opportunità di passare in Umbria tramite referendum vincolante.

Da parte nostra infatti riteniamo che, se non ci si può certo illudere che questa possa essere la soluzione a tutti i problemi del nostro territorio, essa ci metterebbe in “area vasta” con un territorio a noi più omogeneo e, nello spicciolo, in condizione di ottenere maggiori vantaggi almeno nella sanità, nei trasporti e nel turismo.

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