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Riordino territoriale: un tabù per la politica reatina

Rieti Virtuosa raccoglierà firme per una delibera di iniziativa popolare per l’aggregazione all’Umbria.

liberapartecLa scorsa settimana dei cittadini di Leonessa, presentando il comitato per la loro aggregazione in Umbria, hanno avuto il merito di porre il tema del riordino territoriale. Da tempo si leggono ipotesi che ci vedono di volta in volta come partner-satellite di Viterbo, o aggregati in una macroregione con l’Umbria (Società Geografica Italiana, 2013), e ultimamente nella macroregione “adriatica” (sic!) con Marche, Abruzzo ed Isernia (Disegno di legge dei PD romani Morassut e Ranucci, 2015); ciò mentre per alcuni servizi ed uffici è in corso un accentramento su Roma, il che fa presagire ad alcuni un futuro da periferia di Roma Capitale.

Ciononostante, anche in questa occasione la “classe dirigente” reatina e sabina è rimasta muta. Questo tema è infatti un vero tabù per i partiti locali, tutti legati per “carriera” alla gerarchia romana. Legame che si fa sentire anche nelle associazioni, incluse quelle sindacali e padronali.

I rari cittadini che si interrogassero su cosa sta accadendo, vengono quietati facendo credere che sia solo un problema di avere un Vice Prefetto anziché un Prefetto.

Due sono le possibilità: o la politica sta aspettando ordini da Roma; o sta facendo i suoi ragionamenti, ma senza farlo sapere e renderne conto ai cittadini, i diretti interessati.

Preso atto di ciò, Rieti Virtuosa crede necessario portare la discussione anche in città, ed in modo tale che il cittadino ne diventi sia soggetto che oggetto; “soggetto” perché il necessario dibattito lo coinvolga, “oggetto” perché in questo dibattito siano presi in considerazione gli interessi dei cittadini e non quelli delle organizzazioni “intermedie”, spesso nemmeno elette.

Per ottenere ciò non basta un articolo sul giornale. Rieti Virtuosa lancia perciò alla città, alla politica, alle associazioni l’idea di un convegno sul tema del riordino territoriale; al contempo si predispone ad iniziare una raccolta firme, magari con altre associazioni e cittadini sensibili al tema, per una proposta di delibera di iniziativa popolare che impegni il Consiglio Comunale a discutere e votare sulla richiesta di aggregazione all’Umbria, opzione che allo stato attuale ci sembra quella più adatta alla salvaguardia dei servizi ma anche allo sviluppo economico del nostro territorio.

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