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Il “pensiero semplice” di Chicco Costini sulle migrazioni

(di Carmen Silipo – Rieti Virtuosa)

Rieti, 14 settembre 2015

costini_48Come non dare risposta alle parole di Chicco Costini che, nel più classico stile della demagogia, fa affermazioni prive di senso reale, che cercano di trarre la loro legittimazione dal modo – “tosto” – del pronunciarle?
E’ ovvio che non si possa chiedere a Costini di non usare ogni occasione in modo strumentale: è un politico di lungo corso e conosce i “trucchi della politica” – Quella minuscola, a nostro modo di vedere.

Si può condividere o meno il fatto che esiste un unico genere umano e che bisogna sentirsi responsabili, quando eventi di portata storica – come ciò cui assistiamo in questi giorni – chiamano a decidere da che parte stare:  fra coloro che chiudono le porte fingendo che sia possibile un ritorno al passato, o fra coloro che si pongono il problema di confini storicamente dati, che si scontrano con l’urto della storia.
Ma le migrazioni – che Costini lo voglia o no, che lo sappia o no – sono movimenti che si sono sempre verificati nella storia.
Oggi, davanti a crisi economica, cambiamenti climatici e guerre, i movimenti umani sono il modo naturale con cui ogni specie vivente reagirebbe: spostarsi per migliorare le condizioni di vita.
Pare che, una volta nati, si cerchi di sopravvivere meglio che si può.
Ed è ciò che – a contrario – rappresenta lo stesso Costini: una chiusura difensiva, dovuta alla paura di un peggioramento delle condizioni di vita nel nostro territorio.

Ma, a questo punto, bisognerebbe fermarsi e riflettere, perché dal 2008 in poi, le nostre condizioni di vita sono peggiorate realmente, anche se non per effetto delle migrazioni.
Ad incidere sono state piuttosto le manovre di compressione dei salari e della spesa pubblica, cui hanno partecipato partiti di centro destra e di centro sinistra. Coralmente uniti dallo sforzo comune di sottrarre risorse a quello che Costini chiama – senza specificare oltre – “popolo”.
Ci si domanda se in quel popolo ci siano sia gli Agnelli, i Marchionne, i Berlusconi ed i D’Alema, – che non hanno bisogno di presentazioni – che i signori Rossi, – piccoli esercenti di provincia – i signori Bianchi – operai di Melfi – i signori Verdi – pensionati con familiari a carico.
Ci si domanda cosa accomuni questo “popolo”. Probabilmente, non le condizioni di vita, non il modo con cui si è approfittato o meno della crisi, se è vero – come dice anche la Banca Mondiale – che le disuguaglianze nel nostro paese, in questi anni, sono aumentate.

I problemi non sono semplici e semplificare serve solo a rendere un buon servizio a chi – incassate le rendite finanziarie – oggi guarda, con tranquilla superiorità, gli affanni di quelli che hanno pagato e pagheranno quelle rendite. (Per inciso: la bilancia dei pagamenti italiana sarebbe in attivo, se non si dovesse destinare il 5,5% del totale della spesa pubblica per il pagamento degli interessi sul debito. Mentre si spende solo il 4,2% per l’istruzione).
Si tratta di politiche generali, europee e nazionali, che accomunano centro-destra e centro-sinistra; molto più abili a rappresentare gli interessi de ceti dirigenti, che non quelli di chi è in difficoltà.

Nel nostro territorio non ci è sembrato di vedere qualcosa di diverso e, d’altronde, non si può dimenticare che lo smantellamento della sanità inizia ben prima dell’attuale amministrazione e che  – dopo l’esplosione del debito accumulato nel periodo Storace – la manovra di contenimento e tagli si avvia, decisamente, con il centro-destra della Polverini.

Una breve ultima battuta riguarda Antonio Ferraro, di cui si possono discutere le idee, ma non la coerenza. Bisogna essere poco informati – o in cattiva fede – per dire il contrario.
Forse il buon Chicco non sa che il rapporto di Antonio Ferraro con il centro sinistra è sempre stato aperto e critico … chissà, come quello che lega Costini al centro – destra!

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