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Terminillo Stazione Montana: procedure anomale, poco trasparenti e che subiscono ingerenze indebite della politica.

La Provincia e la Regione si prestino ad un confronto pubblico e riconoscano le loro responsabilità per il mancato sviluppo turistico del Terminillo.

 
terminilloCome mai gli uffici tecnici della Provincia preferiscono gli annunci a mezzo stampa e gli incontri ristretti invece del confronto pubblico previsto per legge?

Come mai tanti annunci così entusiasti da parte di Melilli e Rinaldi prima, durante e dopo lo svolgimento della Conferenza dei servizi del 29 luglio sul progetto Terminillo Stazione Montana? 

In attesa di acquisire (ai sensi della L. 241/90) il parere paesaggistico rilasciato dalla Soprintendenza e gli altri pareri ambientali favorevoli al progetto comprensoriale, ai fini dei successivi approfondimenti tecnici e giuridico amministrativi, appare doveroso porre alcune domande sulle procedure in atto che dovrebbero garantire il rispetto delle norme e di tutti gli interessi in campo e non essere sottoposte ad ingerenze indebite da parte dei soggetti politico-istituzionali, come peraltro ricordato dallo stesso Assessore all’Ambiente Refrigeri.

Anzitutto va precisato che la Conferenza dei Servizi del 29 luglio è stata convocata impropriamente dal proponente (Provincia di Rieti) e non dall’Area VIA della Regione Lazio competente a farlo per acquisire i pareri ambientali ai sensi dell’art. 25 del D.Lgs. 152/06.

Sembra piuttosto evidente, quindi, il motivo per cui non ha partecipato alcun rappresentante della Direzione Ambiente; semplicemente la procedura seguita dall’Arch. Abruzzese (RUP per la Provincia di Rieti) appare un’anomalia di carattere procedurale, che si va ad aggiungere alla mancata Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e che può inficiare la validità dell’intero procedimento rallentando ulteriormente le opportunità di sviluppo del Terminillo.

Poi, va detto che le integrazioni di cui si parla a seguito dell’incontro tecnico in Regione svoltosi lo scorso 4 agosto, andavano richieste dall’Area VIA della Regione diversi mesi fa, entro i termini indicati dall’art. 26 comma 3 dello stesso decreto ambiente.

Pertanto, siccome il procedimento di VIA del 2010 ha sancito l’incompatibilità del Progetto ISIC con le delicate e straordinarie qualità della montagna reatina, non si comprende come il progetto TSM della Provincia di Rieti, prevedendo interventi pesanti sulle stesse aree protette e a rischio idrogeologico, possa ricevere parere positivo nella VIA in corso anche ipotizzando opere di mitigazione che, a volte, diventano più impattanti degli interventi che si vogliono mitigare.

Non sarà, dunque, che tali annunci sono sintomo di un nervosismo che li ha spinti a lanciare dei “messaggi” rivolti proprio ai Dirigenti e funzionari di quelle Aree della Regione Lazio che non si sono ancora espressi sullo Studio di Impatto Ambientale?

E’ per questo che chiederemo formalmente all’Area VIA della Regione Lazio di applicare l’art.24 comma 6 del D.Lgs. 152/06 che prevede “lo svolgimento di un’inchiesta pubblica per  l’esame dello  studio di impatto ambientale, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e delle osservazioni dei  cittadini. Senza che ciò comporti interruzioni o sospensioni dei termini per l’istruttoria.”

A Melilli, Refrigeri, Rinaldi e Trancassini chiediamo invece che finalmente comincino a pensare ad un futuro migliore per il Terminillo e ad un diverso sviluppo turistico che si traduca in benefici concreti verso l’economia locale, con l’ammodernamento degli impianti sciistici esistenti e delle strutture ricettive e ricreative in grado di accogliere appieno i flussi invernali e la folla di turisti che, come sta avvenendo in questi giorni, invade il Terminillo in tutti i mesi estivi; ma anche con tante altre opportunità, come il nuovo corso di laurea in Scienze della Montagna e il sistematico coinvolgimento delle strutture sanitarie nei programmi terapeutici.

Ricordiamo, in proposito, che la Direzione Trasporti della Regione Lazio è quella che finanzia il progetto TSM su proposta dell’Assessorato di riferimento che, nel 2011, lo preferì all’ammodernamento della Salaria piuttosto che all’acquisto dei famosi treni per la Rieti-Terni-Roma.

Sono scelte politiche per noi sbagliate e che prima o poi si pagano, a scapito del rilancio del Terminillo e dei pendolari.

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