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Melilli faccia il parlamentare reatino, non il segretario di partito del Lazio

Fabio_Melilli_daticameraAbbiamo trovato imbarazzante l’atteggiamento di Fabio Melilli, parlamentare “scelto” dalle primarie PD di questo territorio, nel suo scambio di comunicati con il Sindaco Petrangeli.

Ci è apparso così preso dalla foga della diatriba “inter-partitica” con il partito del Sindaco, da dimenticare che proprio con quel partito dalla “opposizione urlata”, lui si è presentato agli elettori due anni fa e grazie a quella alleanza è stato eletto e il segretario del suo partito governa.

Il nostro Parlamentare, nella sua immediata risposta alle preoccupazioni del Sindaco, dimentica soprattutto che queste furono anche sue e descrive solo il “rosa” della Riforma della Pubblica Amministrazione tratteggiata dal governo Renzi; senza porsi il problema del futuro dei servizi svolti dal Corpo Forestale dello Stato, dalla Prefettura, dalla Camera di Commercio di Rieti e così via.

Il motivo è che ormai da tempo Melilli agisce non come parlamentare del territorio ma come segretario regionale del PD, partito che ha cambiato nel frattempo rotta. Forse è in questo senso che si può essere contemporaneamente “assenti” ed “ingombranti”, laddove si eserciti il potere facendosi portatori di interessi di partito e non del territorio. Non è questione di lana caprina, perché mentre il Deputato ha il mandato di rappresentare TUTTI gli elettori, il segretario di partito ha il mandato di rappresentare i propri iscritti.

Questo cambio di prospettiva lo porta a vedere possibile (solo lui) e propugnare una sinergia di Rieti con Viterbo; perché proprio quelli laziali sono i confini del suo ruolo politico. E dire che invece tante sono le cose che questo territorio si aspetta dalla Regione e su cui la politica regionale del partito di governo nazionale e regionale potrebbe incidere.

Tanta è poi la sua focalizzazione su questo ruolo di partito che solo giorni dopo egli ha accennato che ci saranno dei decreti attuativi che scenderanno nei particolari di una riforma che, per ora, è solo delega al Governo; e che sono, per inciso, in mano al compaesano Rughetti.

Tutto questo mentre è evidente, non solo a noi ed al Sindaco, che la Riforma Renzi disegna una Rieti non solo più povera ma soprattutto penalizzata rispetto ad altri territori; almeno finché i decreti attuativi che dovranno essere emanati da Madia e Rughetti, persone vicine a Melilli, non ci dimostreranno il contrario.

La riforma, Melilli ce la presenta “che semplifica il sistema pubblico, lo razionalizza e fa risparmiare lo Stato”. Finora, quello che si prospetta è che il nostro territorio, già area interna e marginale, mal collegata al resto della regione, perderà non solo presidi istituzionali importanti per la tenuta sociale ed economica locale ma anche servizi al cittadino, mentre il miglioramento della macchina della amministrazione è ancora tutto da “pensare”.

E sì, perché qui PRIMA si toglie e FORSE POI si pensa a come fare.
Qualcuno ad esempio si è accorto della sbandierata positività del depotenziamento della Provincia di Rieti? Quanto si è risparmiato finora in termini di spesa pubblica?
E quanto ai servizi, vogliamo parlare dello stato delle strade di cui un tempo di occupava la Provincia? Ci ricordiamo dell’occupazione studentesca sulle carenze degli edifici scolastici? E della pista ciclabile che è stata presa in carico dal dissestato Comune di Rieti proprio perché la Provincia non riusciva più nemmeno a tagliare l’erba? E’ questo il risparmio?

Che poi questo venga fatto “a favore di una diminuzione della pressione fiscale”, non merita commento…

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