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Istituto Alberghiero: una scuola a metà era meglio non farla

cementificazione1La politica del fare male trionfa ancora, persino mettendo a rischio gli studenti

Ci sono voluti 4,5 milioni di euro, due consigli comunali e tre provinciali per avere una scuola a metà, in fascia d’esondazione, in un’area a rischio esplosione e con la viabilità tutta da adeguare.

Quella che nel 2008 Melilli (http://www.provincia.rieti.it/index.jsp?id=291&idN=788) e nel 2009 l’allora Assessore provinciale Antonacci annunciarono agli studenti come la futura sede dell’Alberghiero, “capace di accogliere le quasi 40 classi che necessita l’Istituto”, lo sarà invece solo per alcuni, dislocati in appena 17 aule. Numeri che non sono affatto scollegati dalle criticità derivanti da quei rischi che tutti sapevano in partenza avrebbero condizionato il lavoro dei progettisti e l’iter amministrativo.

Eppure si è andati avanti lo stesso, prima con l’appalto per la realizzazione dell’edificio persino in assenza di alcuni elementi e permessi fondamentali (concessione, variante di P.R.G., esproprio e motivazione della pubblica utilità, valutazione del rischio di incidente rilevante (L.334/2000 e circolare 2001) e del rischio esondazione (L. 183/89)), poi con la Variante elaborata ed approvata dal Comune di Rieti nei primi mesi del 2014 nella quale, all’Art. 24 punto 2 delle N.T.A, è riportato come parametro di compatibilità territoriale, tra le destinazioni ammissibili, “Edifici scolastici relativi a scuole superiori ma con limite inferiore a cinquecento unità presenti”.

Ora, nel progetto dell’edificio scolastico allegato alla variante – approvata dal consiglio comunale il 22 dicembre – sono previste 17 aule normali, 5 aule speciali e laboratori e diversi uffici che comportano un numero complessivo dei presenti superiore comunque al limite dei 500 i quali, essendo la scuola all’interno del raggio di 240 metri (zona di danno relativa al fenomeno di nube infiammabile non confinata), in caso di incidente sarebbero sottoposti a danno certo in assenza di misure di autoprotezione e di mancata evacuazione.

Sembrerebbero dunque illogiche le motivazioni delle controdeduzioni alle Osservazioni presentate da Rieti Virtuosa da parte dell’Ufficio tecnico e fatte proprie dal consiglio comunale di Rieti, che ha votato la variante dell’alberghiero guarda caso due giorni dopo le dichiarazioni del segretario provinciale del Pd Ventura con le quali si minacciava di “togliere la spina” al sindaco Petrangeli se fosse continuato questo “immobilismo” su alcune decisioni, che oggi vanno necessariamente analizzate anche con una chiave di lettura rivolta alla notizia dell’indagine relativa ai fondi del gruppo regionale del Pd.

Inoltre, tenuto conto che a nostro avviso la variante al PRG doveva essere preliminarmente sottoposta a Valutazione Ambientale Strategica (VAS), riteniamo ulteriormente non ammissibile il titolo abilitativo alla realizzazione dell’Istituto Alberghiero, come probabilmente lo ritengono anche i consiglieri De Marco e Ludovisi che, evidentemente (il primo astenendosi dalla votazione, il secondo uscendo dall’aula), hanno capito che ci deve essere un limite alla spregiudicatezza della politica, altro che il “senso di responsabilità” invocato dal Presidente del Consiglio comunale Marroni.

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