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Rapporto su Ecosistema Urbano 2014 – Ci sono dati preoccupanti

Rapporto Ecosistema Urbano 2014Quando il mese scorso l’Assessore Ubertini ha espresso “ampia soddisfazione” per i risultati ottenuti da Rieti nel rapporto annuale “ecosistema urbano” di Legambiente, l’orgoglio ha preso anche noi.
Quando però siamo andati a leggere il rapporto, il nostro sentimento è mutato. Vediamo perché, andando a leggere i dati del rapporto ed anche dei precedenti.

Indubbiamente Rieti presenta non solo una qualità dell’aria migliore di quella di gran parte degli altri capoluoghi (e questo ce lo aspettavamo) ma anche in un trend di miglioramento negli ultimi anni (per quanto “migliore” e “miglioramento” non necessariamente significano “buona” …). Per gli altri dati, però, le cose non vanno così bene; vanno anzi male.

Innanzitutto mancano tutti i dati (2013, da fornire a cura dei Comuni) che fanno riferimento all’ASM, che pure è sotto il controllo comunale: non c’è nessun dato su quanti rifiuti produciamo (è dal 2011 che non si forniscono più), e quanta raccolta differenziata; quanti passeggeri e quanta percorrenza per il trasporto urbano; gli ultimi dati forniti (ancora del 2011) segnalavano un alto tasso di passeggeri (a dispetto dell’impressione dei “gira-soli”) ma minore offerta di percorrenza complessiva. Forse è la spia di un utilizzo prevalente come “scuolabus”; comunque per il cittadino in effetti l’offerta non deve essere invitante, se per contro abbiamo uno dei più alti tassi di motorizzazione auto: se si escludono Trento, Bolzano ed Aosta (i cui dati sono drogati dalle agevolazioni di cui godono quelle province) solo 5 su 104 capoluoghi fanno peggio.

Che dire poi della SOGEA (altra controllata), che perde per strada il 57% dell’acqua immessa nelle tubazioni? Tanto più che il dato è in peggioramento: era il 45% (comunque troppo!) negli anni passati. Anche la capacità di depurazione non brilla, classificando Rieti al 65° posto fra gli 86 comuni che hanno fornito i loro dati.

Ma il dato che senz’altro più colpisce è quello della mortalità per incidenti stradali: con 1,89 morti per 10mila abitanti, Rieti è la peggiore di tutti; e non di poco, visto che le penultime in classifica sono lontane: Sondrio (1,38) e Latina (1,55). Questi sono dati ISTAT-ACI del 2012, ma ciò significa che i successivi incidenti mortali che ricordiamo (sulla Terminillese, alla Foresta…) non sono in questo conto; né ricordiamo che sia avvenuto nel 2012 qualche incidente-strage (per esempio un pullman fuori strada). A scanso di equivoci vale la pena segnalare che neppure la mortalità sulla Salaria per Roma, cui ormai abbiamo fatto l’abitudine, incide su questo dato.

Questa triste “peculiarità” reatina era già emersa nel rapporto 2013 (su dati del 2011), dove con un indice di 1,04 vedevamo solo 8 capoluoghi più mortali di noi; sembra quindi una caratteristica tristemente “consolidata” della nostra città.

Tutto ciò ci fa poi pensare alla recente affermazione dell’Assessore sul fatto che l’amministrazione ha come priorità la sicurezza anziché la fluidità del traffico: questo ci spinge a chiedere che per coerenza, dietro la “ampia soddisfazione” esternata in pubblico, l’amministrazione provveda quanto prima ad una analisi retrospettiva di questo preoccupante dato e ad azioni veramente efficaci in merito.

Tornando alla vita spensierata, siamo 90° su 97 per le isole pedonali (0,04mq per abitante, la nostra “sorella” Terni 40 volte tanto). Nemmeno sulle piste ciclabili, di cui si faceva e fa vanto, il Comune ha fornito dati; ma sappiamo che quando arriveranno saranno drogate dai marciapiedi alberati che il Consorzio Industriale ha sparso un po’ dovunque tra vecchi capannoni abbandonati e nuovi costruiti senza una richiesta di mercato (rif. “vendesi o affittasi”).

L’Assessore in effetti nella sua dichiarazione sembra, con abile retorica, giocare su una ampia soddisfazione ma “promettendo” ancora migliori risultati grazie ai recenti provvedimenti: la differenziata, le piste ciclabili, la valorizzazione del verde… ma su quali dati di confronto, visto i dati che non sono stati forniti?

Per il verde sì, esistono dati; qui l’Assessore relaziona giustamente la qualità dell’aria al verde che abbiamo intorno (19.5% del territorio comunale, 35° posizione) ma tralasciando che per il verde urbano E fruibile siamo solo al 79° posto su 104 (13mq a testa; ancora, la nostra sorella Terni ne offre ad ogni abitante oltre 10 volte di più di noi). E su questi dati (del 2013) che miglioramento ci aspettiamo? Il parco di Micioccoli è lì dai tempi di Emili; il parco di San Mauro (pur non così “fruibile”) è lì dove è sempre stato, e nello stato in cui è sempre stato.

Leggiamo poi (come dati presentati da Legambiente ma non considerati per la “classifica”) che Rieti non ha un piano di zonizzazione acustica, come invece la stragrande maggioranza delle città (ancora una volta siamo in compagnia del profondo sud). E che Rieti fa 0% per gli autoveicoli comunali (in tutto 123, sembrano molti rispetto alla popolazione, ma non c’è un dato di “abitanti per auto comunali” perché è un dato “fuori classifica”) che nel 2012 andavano a metano o gpl o elettricità. Un altro dato “fuori classifica” è quello sulla illuminazione che (se funzionasse) avrebbe una percentuale di lampioni con luce orientata a terra irrisoria (0,76% dove Perugia fa 100% e Terni 50%). Ben modesta soddisfazione il non sfigurare sulla percentuale di risme di carta riciclata (50%).

Ma allora come fa Rieti a stare così alta in classifica? Beh, è che oltre ad avere aria migliore degli altri, i reatini consumano poca acqua e poca elettricità; il che è buona cosa, ma sarà una scelta consapevole, o non sarà magari per il nostro decadimento economico?

A margine, una considerazione non sui dati, o sulla dichiarazione dell’Assessore, ma su questo stesso commento: per un po’ ci siamo chiesti come mai nessuno commentasse quello che avevamo letto; ma, pensandoci su, chi mai avrebbe dovuto farlo? Non la sinistra che ha mandato di esprimere soddisfazione, non la destra che ha governato la città e consolidato questo quadro, mentre il centro (stretto tra vecchie e nuove alleanze) ha dimostrato di avere le remore di entrambi. Qualcuno si sarebbe aspettato un contributo alla conoscenza da parte delle associazioni ambientaliste, Legambiente in primis come estensore del rapporto, ma probabilmente (non vogliamo pensare che non siano andate a leggere il rapporto) anche per loro informare i cittadini di come davvero stiano le cose è secondario rispetto alle altre attività che le legano a questa o quella parte.

Marco Giordani – RietiVirtuosa

I rapporti citati si possono trovare qui:

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