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Deposito Cotral: censura dell’Autorità di Vigilanza, si faccia luce sulle responsabilità

cotralRieti Virtuosa: bene la censura dell’Autorità di vigilanza, ora si faccia luce sul “Comitato d’affari”

 

Come messo nero su bianco dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici in una nota in cui si segnala il mancato rispetto da parte di Cotral Patrimonio spa nell’ambito della procedura di realizzazione del Deposito Cotral di Rieti dei principi di trasparenza, parità di trattamento, correttezza ed economicità richiamati nell’articolo 2 del Codice dei contratti pubblici, vengono confermate tutte le tesi più volte argomentate da Rieti Virtuosa anche con vari esposti dettagliati alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e al Comando generale della Guardia di Finanza (http://www.rietivirtuosa.it/2013/09/10/rieti-virtuosa-e-il-deposito-cotral/).
Ora siamo convinti che i vertici degli organi giudiziari potranno agire tempestivamente, considerate le ingenti quantità di denaro dei cittadini sperperate a scapito dei pendolari che continuano a subire le umiliazioni per un servizio pubblico indecente.
Nel frattempo ci aspettiamo le dovute immediate dimissioni dell’Amministratore delegato Cotral Vincenzo Surace, al tempo anche amministratore delegato di Cotral Patrimonio, mentre chiediamo alla politica ed ai sindacati, oltre alle associazioni di categoria e alle istituzioni che fanno parte del Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Rieti di chiarire il ruolo giocato da tale Ente e dal suo presidente, nonché dei tanti soggetti privati e pubblici che hanno agito a vario titolo nella scelta e realizzazione dell’opera, in questa ancora per molti versi oscura vicenda.
Una vicenda che in 5 anni contraddistinti da annunci, soldi spesi in sempre nuovi progetti, espropri (tra cui quello con cui il Consorzio industriale tolse “per pubblica utilità” nel 2010 a Cotral il terreno utile per costruire il deposito per venderlo alla Epico per il noto impianto a biomasse), irregolarità amministrative (tra cui l’aver consentito l’inizio lavori al Consorzio Campoloniano II su un’area di ex cave non di sua disponibilità e su cui non vi è alcun progetto di ripristino ambientale), ha visto un “comitato d’affari” agire per i propri interessi impedendo alla provincia di Rieti di dotarsi del tanto atteso deposito Cotral (lo stesso “comitato d’affari” che sostiene il tracciato fasullo della Rieti – Torano e la variante al P.R.G per la scuola dell’Alberghiero).
Una vicenda che ha messo inoltre in luce l’evoluzione di un Consorzio industriale che negli ultimi anni si è rivelato più un soggetto di gestione immobiliare alla ricerca di plusvalenze che un soggetto di promozione economica del territorio ed è per questo che Rieti Virtuosa chiede al Comune di Rieti, cui va anche chiesto conto del rilascio della concessione con atti non validi e perfezionabili, di uscire dalla compagine societaria di un ente ormai superato, inutile e costoso per cittadini e imprese.
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