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Pubblico o privato? Poco importa se si continua a consumare territorio

di Piero D’Orazi (Rieti Virtuosa e referente provinciale Forum Salviamo il Paesaggio)

STOP-AL-CONSUMO-DI-TERRITORIOA me non interessa più se a costruire siano impegnati il pubblico od il privato, e soprattutto cosa: ultimamente noi aderenti a Rieti Virtuosa ci siamo soffermati sulla necessità di costruire uno o più edifici destinati a proteggere le fasce più deboli della popolazione reatina, gli sfrattati ed i rifugiati politici, ma noi sosteniamo, e ormai da tempo, anche l’ esigenza di non consumare ulteriormente territorio.

A questo scopo avevamo indicato alcune aree di possibile intervento e cioè quella di proprietà Enel, (in Via Salaria per L’Aquila) oppure L’ex Caserma dei Vigili del fuoco, perché essendo già urbanizzate non si sarebbero dovute costruire le infrastrutture (reti del gas, energia elettrica, strade e fognature, pari a circa 665.000 euro come riporta il cartello allegato alla notizia del piano integrato di via Majorana) e pari cifre si sarebbero potute investire nell’acquisto delle proprietà, da parte dei munifici privati e del disponibile Ater: al contrario, continuiamo ad occupare territorio.

Ma parliamo anche del come edificare, cioè di interventi a carattere sociale e non RSA, speculazione nella speculazione, ma l’abitare insieme ed usufruire di servizi comuni, non produrre rifiuti ma materie prime-seconde semilavorate, trigenerare cioè produrre energia, riscaldamento d’inverno e aria condizionata d’estate, fito-depurare, ecc.

Invece non la si intende così, si sostiene che comunque, al di la’ dei piani integrati, ormai fuori moda e dopo la circolare Zingaretti di qualche giorno fa, oggi c’è il PRGC nuovo di zecca, che consente gli interventi e quindi chi ha diritto costruisca, non solo qui, ma anche a colle Puzzaro (sopra Villa Reatina) ma avanti anche con la zona agricola cittadina (le Porrara) e perché no, anche lo Zuccherificio, la ex-Montedison, la ex SNIA, il primo, secondo, terzo e quarto ambito dei piani integrati, sino alla saturazione di tre territori comunali, per milioni di metri cubi che non acquisterà nessuno ma che sanciranno il trionfo della speculazione con l’apporto degli enti benefici (Fondazione Varrone, in cui ormai sono in via di “beatificazione” consiglio e Presidente).

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