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Primo maggio: politica nelle aziende, sindacati nella politica

 

 

di Marco Giordani
Domani si terrà a Rieti il comizio nazionale sindacale per il Primo Maggio, con la partecipazione di Camusso, Bonanni, Angeletti.
Penso sia condiviso da tutti che la situazione lavorativa, industriale, occupazionale di Rieti meriti di essere guardata dal di fuori ed essere portata ad una più vasta attenzione nazionale, anche per la sua emblematicità. Ci chiediamo tuttavia se sia davvero questo il motivo per cui si terrà questa manifestazione.

La scelta di CGIL, CISL, UIL nazionali, caduta su una città che andrà alle urne appena cinque giorni dopo, non può prescindere dal tentativo, da parte dei sindacati uniti, di candidarsi in prima persona alla guida di questa città.

Ne è prova il silenzio in cui la manifestazione, fallito questo tentativo, è stata preparata: solo qualche “dovuta” dichiarazione affogata dalle elezioni, un tardo articolo su un giornale, pochissimi manifesti: i cittadini reatini se ne accorgeranno forse solo guardando la televisione.
Se poi la chiave della manifestazione è l’emblematicità della situazione reatina, quanto più essa sarebbe stata visivamente evidente svolgendosi nel piazzale Ritel come proposto dai lavoratori?


Avevamo già indicato il tentativo, sgradevole ai lavoratori ed ai cittadini, di porre bandierine di partito sulle aziende cittadine: la recente visita di Fini alla sola Baxter ne è stata un’altra conferma, come da parte della destra la disperata ricerca di aziende “non visitate” da sinistra o centro.

In questo scenario, questa manifestazione nazionale appare solo una ulteriore esempio dell’ingresso, in questo territorio, di interessi di parte (in questo caso dei sindacati scesi in politica) in industrie, economia, lavoro, infrastrutture.

Occorre invece una politica che agevoli lo sviluppo del territorio conoscendolo: che visiti le aziende, sane o meno, ma le visiti sempre. Occorre che la Baxter non entri in politica, e che la politica esca dalla Coop Risparmio 76. Occorre che dove è pesantemente entrata, come nella Ritel, la politica dica la verità.
Occorre decidere quale debba essere il modello di sviluppo di questo territorio, quali infrastrutture servano ed a quali costi. Se gli affari del Polo della Logistica o i progetti della mafia a Micigliano davvero stiano fuori dai confini di Rieti e delle sue elezioni amministrative.

Marco Giordani
candidato al consiglio comunale

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