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Ieri la conferenza sul punto programmatico di un parco canile d’eccellenza nel capoluogo

Si è tenuta nel pomeriggio di ieri, martedì 13 marzo, presso la sede del Comitato elettorale Cittadini per Paola Cuzzocrea Sindaco di Rieti (in via Cintia 85), la conferenza organizzata dai movimenti civici Rieti Superstar e Rieti Virtuosa per illustrare alla cittadinanza e alla stampa il punto programmatico sulla realizzazione di un parco canile all’avanguardia nel capoluogo. Un progetto volto alla tutela degli animali d’affezione senza padrone, in accordo con la normativa vigente. La Legge regionale n. 34 del 1997, infatti, in recepimento della Legge quadro nazionale 281/91 in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo, sancisce l’obbligo per i comuni di munirsi di un canile comunale o consortile, obbligo che per quelli superiori ai 20mila abitanti – quale è Rieti -, prevede anche che il canile pubblico sia incluso nello Strumento urbanistico.

L’idea lanciata da Rieti Superstar e Rieti Virtuosa, precedentemente discussa in sede di assemblea tecnica con le associazioni e i volontari attivi sul territorio, parte dunque dalla constatazione che il Comune di Rieti ha sinora disatteso un obbligo di legge. L’esame della situazione ha permesso anche un’attenta analisi dei costi che la politica di gestione della popolazione canina randagia ha comportato fino ad oggi, evidenziando che la realizzazione di un parco canile nel capoluogo permetterebbe all’amministrazione pubblica, e dunque alla cittadinanza, di risparmiare una cifra rilevante, andando per di più a sviluppare una struttura che, oltre alla tutela degli amici a quattro zampe, avrebbe una ricaduta positiva sulla collettività, sia sul piano dell’aggregazione che con la creazione di servizi utili e di alcuni posti di lavoro.

Attualmente i cani senza padrone accalappiati sul territorio – circa un centinaio l’anno – dopo lo stallo temporaneo presso il canile sanitario di Foro Boario, vengono destinati presso i canili rifugio di Capena e Stroncone, a fronte di una retta quotidiana che mediamente supera i 4 euro giornalieri per cane. La spesa annuale per deferire gli animali presso tali strutture supera, dunque, i 150mila euro l’anno. La realizzazione di un parco canile pubblico in città comporterebbe un risparmio enorme, poiché la spesa sarebbe contenuta nei costi vivi di gestione: circa 2 euro al giorno per cane. Senza contare che lo stessa realizzazione del parco canile sarebbe cofinanziata al 50 per cento da fondi regionali.

Questo senza trascurare il fatto che la creazione di un centro cinofilo d’eccellenza, in linea con i migliori standard europei, comprensivo al suo interno di diversi servizi, non solo realizzerebbe quelle condizioni di benessere per gli animali che lo stesso ordinamento giuridico prevede, ma andrebbe a sviluppare tutta una serie di servizi ad oggi inesistenti. Una possibilità, ad esempio, è quella di riservare degli spazi allo stallo temporaneo, per la pensione a prezzi popolari, il che permetterebbe ai proprietari dei cani, in caso di necessità, di affidarli per brevi periodi in mani sicure, senza spendere una fortuna. Altri vantaggi potrebbero derivare dalla fornitura, a chi adotti un cane di canile, di prestazioni agevolate dell’ambulatorio veterinario interno, eventualmente affidato in gestione; o dallo svolgimento di attività di formazione per i padroni nella gestione ed educazione dei propri cani, di corsi di psicologia canina e di attività di pet-therapy. Un’ulteriore idea è emersa a favore della costruzione, spazio permettendo, di un cimitero per gli animali d’affezione, cani, gatti e non solo.

All’avvio di una nuova politica di tutela degli animali pubblici, andrebbero ad affiancarsi, naturalmente, anche campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono e per l’adozione in canile, nonché di incentivazione alla sterilizzazione e inserimento del microchip, misure, queste ultime, che nel giro di pochi anni porterebbero il problema del randagismo a fenomeno marginale, con ricaduta positiva anche sulla vivibilità e sulla sicurezza pubblica. Senza contare, naturalmente, i positivi risvolti culturali e la tanto attesa vittoria, finalmente, di una battaglia di civiltà.

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