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Rifiuti: non bruciamoci il futuro!

di Giorgia Brugnerotto

Il 20 gennaio 2012 l’assessore provinciale all’ambiente Giancarlo Felici è stato invitato da Azione Cattolica ad un confronto per parlare del piano provinciale dei rifiuti.

A distanza di 4 anni (Piano Provinciale del 2008) l’assessore definisce attuale e adeguata una pianificazione  che si proponeva come obiettivo di raggiungere entro il 2012 la soglia di raccolta differenziata del 65% (come imposto dalla normativa UE) e che ad oggi vede la raccolta differenziata ferma al 7%.

Dopo quattro anni sono state completate solo due isole ecologiche (delle 8 previste), una delle quali costata 200mila euro (quando altri comuni della provincia, in autonomia, con 50mila euro ne hanno costruite due), l’impianto di compostaggio previsto a Cittaducale è rimasto sulla carta, l’impianto di valorizzazione del differenziato che doveva sorgere a Contigliano non è giunto nemmeno alla fase embrionale, mentre per poter promettere una futura riduzione della tassa dei rifiuti si continua a porre enfasi sull’impianto per la produzione di combustibile da rifiuto.

Si tratta del progetto di realizzare un impianto per il trattamento meccanico biologico dell’indifferenziato (in località Casapenta, zona di vincoli ambientali), ossia una costosa struttura la cui tecnologia serve a trattare i rifiuti che non sono stati differenziati, per stabilizzarne la parte organica (quella dei residui alimentari) e per produrre del combustibile da rifiuto (cdr): ciò che in pratica i nostri amministratori prevedono di realizzare  è uno stabilimento che impacchetti i rifiuti per poi rivenderli agli inceneritori di tutta Italia.

Inceneritori che rilasciano in maniera costante e continuata diossina e polveri sottilissime, che rimangono in sospensione nell’aria per mesi e capaci di penetrare nelle nostre cellule fino al dna.

Attualmente, l’assessore non è a conoscenza di quali inceneritori l’impianto di Casapenta andrà ad alimentare, e si è affrettato a rispondere al giovane ingegnere David Ciancarelli che chiedeva maggiori dettagli, che siccome l’obiettivo è quello di raggiungere alte percentuali di raccolta differenziata, a breve non ci sarà nemmeno più bisogno di tale impianto. Quindi perché costruirlo a tutti i costi (e con i nostri soldi)?

Anche l’ex assessore di Rieti all’ambiente Boncompagni era fermamente convinto della necessità di investire in questo tipo di impianto, senza il quale non sarebbe stato possibile ridurre la tassa rifiuti, così come Pellegrini, tessera SEL e posto nel consiglio di amministrazione della neonata società provinciale, difendeva la produzione di “eco”balle da incenerire, perché “tanto sono poche”.

Altra società quest’ultima, nata per la gestione dei rifiuti e a capitale misto pubblico privato,  fortemente voluta da Melilli e Felici e sotenuta apertamente perfino da Costini (vedi altro membro di AREA all’interno del consiglio di amministrazione), creata in barba sia alla legislazione per cui le province dovrebbero pianificare e non fare business nella gestione del servizio, sia al referendum popolare che esprimeva la chiara volontà dei cittadini di sottrarre al mercato e alle privatizzazioni almeno i servizi di interesse generale.
Come se non fosse bastata la privatizzazione di ASM a far lievitare la tarsu dei cittadini e ad indebitare il Comune all’inverosimile!

In un tale scenario di inciuci trasversali, c’è anche chi, senza troppi slogan, ha avviato in economia un servizio efficientissimo di raccolta porta a porta. L’Unione dei Comuni della Valle dell’Olio in soli tre mesi ha raggiunto altissime percentuali di differenziazione di materiali, che verranno rivenduti ai consorzi di riciclo, i sindaci stanno per scontare del 20% la parte variabile della tassa sui rifiuti incentivando il compostaggio domestico dell’umido, riducendo del 70% ciò che prima conferivano in discarica a Viterbo e risparmiando più di  3mila euro ogni settimana. E tutto questo non certo grazie a speciali tecnologie, ma grazie alla determinazione ed al buon senso.

C’è infatti chi, nel grigiore della politica nazionale, trova il coraggio di dire “voglio amministrare un Comune Virtuoso”.

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