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Finanza autogestita: Quando le persone contano davvero. Percorsi di finanza etica e sociale.

di Lorenzo Bartolucci
Quest’anno al quartiere popolare delle Piagge alla periferia ovest di Firenze si è festeggiato un anniversario particolare: i 12 anni del Fondo Etico e Sociale, un’esperienza di credito di prossimità nata principalmente per rispondere al bisogno di credito di alcuni abitanti del quartiere che si vedevano negare il diritto ad un prestito dalle banche o dalle finanziarie perché mancanti delle garanzie patrimoniali richieste. Tali persone, dopo aver ottenuto il rifiuto della finanza ufficiale, si rivolgevano ovviamente al prete di quartiere che raramente riusciva a negare loro il proprio aiuto. La soluzione del problema contingente non provocava però un cambiamento reale nelle persone ma, al contrario, li rendeva sempre più dipendenti da meccanismi di assistenza e di delega.
Così, un gruppo di persone insieme a Don Alessandro ha pensato che un effettivo cambiamento si sarebbe potuto innescare solo se gli stessi abitanti del quartiere fossero diventati elementi attivi del cambiamento stesso, cercando di dimostrare che ci possono essere modi alternativi di utilizzare e pensare il denaro. Denaro non pensato esclusivamente come mezzo per risolvere bisogni o necessità ma utilizzato come strumento per far nascere rapporti solidali e ridare voce e dignità alle persone.

Un quartiere che ricorda i palazzoni delle Vele di Scampia a Napoli, con persone e famiglie, molte straniere, che vi abitano provenienti da luoghi, situazioni e culture diverse, molte delle quali hanno perso in parte la propria identità ed hanno vissuto un allontanamento dalle proprie radici. In questo contesto, la Comunità delle Piagge, composta da un’associazione di volontariato, una cooperativa sociale di tipo a e una di tipo b, nasce per sperimentare percorsi alternativi di socialità, di scuola, di educazione, di lavoro, di economia.

E’ grazie al versamento iniziale della cooperativa finanziaria Mag 6 di Reggio Emilia che fu costituito il Fondo Etico e sociale.
I prestiti erogati possono essere di tre tipi: a persone che abbiano residenza o domicilio nel territorio delle Piagge, anche se non si tratta di cittadini italiani; ad imprese che hanno la loro sede nel territorio delle Piagge o che operano in stretta relazione con il quartiere; a progetti che favoriscano la nascita di nuove attività economiche e di sviluppo sostenibile nel territorio delle Piagge.

In quasi 10 anni di vita (al 31 dicembre del 2009) il Fondo Etico aveva raccolto 134.000,93 euro da 141 soci ed ha erogato 123 prestiti, di cui 53 già estinti, per un totale di 287.611 euro.

L’importo del prestito può ammonta re fino a 5.000 euro. Le persone che intendono usufruire del micro-prestito devono scrivere una lettera di richiesta nella quale indicano l’importo, la motivazione e la persona del quartiere, possibilmente non un familiare, che li sosterrà nella richiesta di prestito e fungerà da “accompagnatore relazionale”. La lettera verrà letta da un gruppo di persone della Commissione, le quali valuteranno la situazione in modo attento. L’erogazione del prestito avviene dopo uno o più incontri con alcuni membri della Commissione, la quale si prende il tempo necessario per decidere. Una volta accettata la richiesta di prestito è necessario che una persona della Commissione faccia da referente oppure si occupi di trovare il referente. Al fine di rendere le diverse attività della comunità partecipi dell’iniziativa e responsabili di questo progetto, il referente scelto da ciascuno dovrà essere parte di una delle attività in cui si impegna chi lo sceglie. L’importo delle rate con cui sarà restituito il prestito viene deciso insieme alla persona che lo richiede e la restituzione dovrà comunque avvenire entro massimo 2 anni.

E così, il Fondo Etico, assieme ad un’altra esperienza simile nata in questi anni a Firenze, il “Progetto SeMe” ha dato vita all’Associazione Verso Mag Firenze che si pone l’obbiettivo, anche attraverso un percorso di accompagnamento della Mag 6 di Reggio Emilia, di creare sul territorio fiorentino una vera e propria finanziaria alternativa sul modello delle Mag esistenti in diverse parti d’Italia.

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