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Servizi sociali e salute: Rieti Virtuosa avvia un cambio drastico di strategia

Si è svolta presso la sala meeting Lungovelino a Rieti la terza delle assemblee pubbliche con il mondo del volontariato e con tutti i cittadini impegnati a costruire un percorso politico innovativo per una Rieti virtuosa.Dieci le associazioni impegnate nel campo dell’oncologia, della disabilità, del disagio mentale e dell’integrazione sociale, che si sono confrontate con il percorso messo in moto da mesi dal Movimento civico Rieti Virtuosa, contribuendo alla definizione della strategia da intraprendere per dare finalmente una svolta decisiva e in prospettiva nel settore socio sanitario del Comune di Rieti.

A coordinare i lavori i componenti del gruppo di lavoro di Rieti Virtuosa del settore Socio-Sanitario Glauco Perani, Mercedes Grimaldi, Antonio Ferraro, Caterina Bertoni, Valerio Brugnerotto e Anna Paola Pitotti.

Dopo un’analisi impietosa della situazione in cui versano i servizi sociali del Comune di Rieti, che gravano pesantemente sui bilanci senza una rendicontazione trasparente, Glauco Perani (dirigente ASL, tra i fondatori dell’ARFH-Associazione Reatina Famiglie portatori di Handicap e della FISH-Federazione Italiana Superamento Handicap del Lazio) ha delineato le linee politico programmatiche di Rieti Virtuosa indirizzate sulle diverse aree d’intervento: povertà, rischio emarginazione, devianze.

Le numerose elaborazioni che sono seguite hanno tutte puntato sulla necessità per Rieti di cominciare ad avere una visione complessiva della questione sociale, seguendo ragioni economiche, ad esempio nell’inserimento lavorativo a lungo termine ed uscendo dalla sola logica assistenzialista.

“Priorità da tempo condivisa da tutti sono le misure preventive, – ha ricordato Merceds Grimaldi, attivista da sempre in campo sociale – infatti quando i problemi sociali e di salute si aggravano diventano enormi problemi anche economici, per i singoli e per la collettività; non aver compreso questo passaggio ci fa ritrovare oggi in grave deficit economico e soprattutto di strumenti per fronteggiare le emergenze sociali”.

Dunque, cosa può fare un Comune invece di elargire elemosine?

“Innanzitutto può chiedere i dati alla ASL sui tumori, sull’alcolismo e molto altro – ha precisato Antonio Ferraro Coordinatore di Cittadinanzattiva – contemporaneamente può impostare politiche di prevenzione primaria volte a salvaguardare la salubrità dell’ambiente, a fornire programmi di educazione e formazione, fino ad indirizzare le politiche urbanistiche che dovrebbero concepire i quartieri in maniera tale da migliorare la qualità della vita dei residenti”. Avere a disposizione i dati potrebbe aiutare a fare emergere criticità sul territorio quali bonifiche di aree inquinate incompiute, presenza di eternit vicino a scuole, ecc..

Altre criticità sono emerse dall’esperienza rappresentata da Donatella Terni dell’ARCI che ha focalizzato l’attenzione sul concetto di “empowerment”, cioè sul processo dell’azione sociale attraverso il quale le persone acquisiscono competenza sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale e politico per migliorare l’equità e la qualità di vita. “Dotare le persone di strumenti per emanciparsi significa non ricevere più saltuariamente per appuntamento, ma seguire costantemente chi ha bisogno”.

Caterina Bertoni, esperta del Gruppo Bilancio di Rieti Virtuosa, ha relazionato sul Piano di Zona del Distretto 1 ponendo l’accento sulle numerose criticità tra cui la mancanza di un bilancio sociale e di un’analisi dei bisogni espressi e delle esigenze socio-assistenziali della popolazione residente, oltre a dati anagrafici demografici non aggiornati, fermi al 2006, e storture puntuali come quelle rappresentate dall’inadeguatezza dell’unico punto di accesso di via dei Salici e dal continuo ricorso a strutture private alberghiere per l’alloggio sempre delle stesse persone.

E’ intervenuto infine Mariano Gatti dell’ATEV e FIABA che ha dato il suo contributo al programma studiando ipotesi di accertamento patrimoniale per la presa in carico di persone realmente bisognose, accantonando il metodo basto oggi solo sull’ISEE, e ipotesi di progetti del verde e di gestione ottimale delle strutture sportive che possono coinvolgere cooperative di persone a margine, ovviamente non dimenticando la necessità di abbattimento delle barriere architettoniche in città.

In conclusione, anche con il contributo scritto giunto dalla Presidente dell’ALCI “Giorgio e Silvia”, Santina Proietti, e l’intervento di Valerio Brugnerotto dell’Associazione il PASS-AGIO che ha sottolineato l’importanza delle esperienze lavorative e relazionali per le persone con disagio psichico (presenti anche Giuliano Cardone dell’ANMIC e soci della Caritas, dell’Azione Cattolica e del gruppo AMA-Raggio di Sole), si è arrivati a sviscerare tante delle moltissime idee progettuali specifiche su cui Rieti Virtuosa si impegna a misurarsi concretamente non sottovalutando l’aspetto finanziario e del personale a disposizione dell’amministrazione comunale: borse lavoro per il graduale inserimento a lungo termine, case della salute, punti di accesso presso gli studi medici di base, registro e formazione badanti, attivazione del servizio trasporto a chiamata non solo per le terapie, centro antiviolenza permanente, assistenza domiciliare ai nuovi nati ed ai neogenitori, supporto psicologico nelle scuole e soprattutto un consultorio familiare in grado di dare indicazioni precise sul bisogno reale nel territorio reatino e che funzioni da anello di congiunzione con il settore sanitario in ottica preventiva.

Tutto questo si lega con una buona amministrazione ed è ciò che Rieti Virtuosa mette a disposizione di tutti, un laboratorio politico aperto svincolato dalle logiche delle segreterie di partito e dunque orientato a lavorare con competenza per ridare a Rieti l’opportunità di viverla.

Prossimo appuntamento il 20 febbraio dalle ore 18 alle 20 alla Sala Meeting Lungovelino; si parlerà di “Protezione civile: prevenire l’emergenza”. Facilitatori: Crescenzio Bastioni (C.E.R.) e Pablo De Paola.

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